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Cure a pagamento per i non vaccinati, il governo esclude tale ipotesi

Dopo la proposta lanciata dall’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, di fare pagare 1.500 euro per ogni giorno di ricovero in rianimazione il sottosegretario alla Salute Sileri interviene per smentire tale ipotesi, definita “una provocazione”.

Ha fatto discutere la proposta avanzata dall’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero” ieri aveva annunciato di stare lavorando alla possibilità di fare pagare il ricovero nelle terapie intensive regionali a quanti si ammalano di Covid dopo avere deciso di non sottoporsi alla vaccinazione. Una proposta che negli ultimi tempi è stata ventilata da più parti, ma che secondo il costituzionalista Cesare Pinelli, interpellato da Il Fatto Quotidiano, non potrebbe essere concretizzata in assenza di una legge che stabilisca l’obbligo di sottoporsi alla vaccinazione. Inoltre, spiega il costituzionalista, una decisione del genere non potrebbe essere eventualmente assunta dalle regioni, in quanto non sarebbe ammissibile che i cittadini del Lazio siano trattati in modo diverso dalle altre regioni.

A porre la parola fine alle polemiche scatenate dalla dichiarazione di D’Amato è stato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che ospite di Morning News, su Canale 5, ha affermato che le parole pronunciate dall’assessore laziale siano state una provocazione, “per fare comprendere quale costo e quale pressione ci sia sul sistema sanitario“, e ha ammesso che per fare fronte alla pandemia stiamo tralasciando altre patologie, compresi i tumori.

Sulla stessa linea anche il governatore della Liguria Giovanni Toti, che nelle ultime settimane si è scontrato a più riprese con i “no vax”, anche sui social network. Toti ha definito quella di D’Amato una provocazione volta a fare capire l’importanza della vaccinazione. “E’ chiaro che per la nostra Costituzione e il nostro sistema le cure vanno garantite a tutti“, ha sottolineato il governatore ligure, ai microfoni di “Agorà estate” su Rai 3.

Sulla questione infine è tornato lo stesso Alessio D’Amato, che ha spiegato come le sue parole non dovessero essere interpretate come una reale proposta. Ai microfoni di ‘Radio Anch’io’ su Radio1 l’assessore ha spiegato che dopo oltre un anno e mezzo di lotta al virus, nell’ultimo periodo sia cresciuta la violenza verbale e l’odio social nei confronti dei sanitari, definendo “intollerabile” questo fenomeno. D’Amato ha ammesso che la sua era una provocazione, volta a fare comprendere quali siano i costi sociali ed economici delle terapie.

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