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Onu lapidario: ‘il mondo è in codice rosso’, allarme senza precedenti

L’ultimo rapporto sul clima dell’Onu parla chiaro: il mondo è sull’orlo della catastrofe, pesanti cambiamenti climatici sono diventati inevitabili e irreversibili, e le conseguenze si faranno sentire nei prossimi millenni. “Il peggio deve ancora venire”

I toni sembrano quelli utilizzati dai siti sensazionalistici per strappare click ai lettori, ma purtroppo è tutto vero. L’ultimo rapporto stilato dal Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Ipcc) dell’Onu lancia un disperato appello all’umanità, e avverte che se non saranno assunte immediatamente drastiche misure su larga scala per ridurre le emissioni di gas serra, l’obiettivo di contenere il riscaldamento a 1,5°C o addirittura 2°C non potrà essere raggiunto, con conseguenze terrificanti per il nostro pianeta.

Gli effetti del riscaldamento globale, ed in modo particolare quelli a carico degli oceani e delle zone polari, sono irreversibili, e si manifesteranno per i prossimi secoli e addirittura millenni. Il livello del mare continuerà a crescere inesorabilmente, ed entro la fine del secolo aumenterà rispetto agli attuali livelli tra i 28 ed i 55 centimetri. Un dato allarmante, che assume connotati a dir poco catastrofici se valutiamo i cambiamenti che avranno luogo nei prossimi duemila anni. Se sarà raggiunto l’obiettivo fissato dall’accordo di Parigi di contenere il riscaldamento globale a 1,5°C il livello del mare si innalzerà tra i 2-3 metri, ma se il riscaldamento globale dovesse raggiungere i 5°C si potrebbe arrivare ad un aumento di oltre 20 metri. Anche per quanto riguarda i ghiacciai la situazione è grave. Sia quelli montani che quelli dei Poli continueranno a sciogliersi per decenni o forse per secoli, in particolare quelli dell’emisfero settentrionale.

L’ultimo rapporto dell’Ipcc, che dal 1988 valuta gli effetti dei cambiamenti climatici sulla Terra, secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, rappresenta un vero e proprio “codice rosso per l’umanità“, e sottolinea la necessità non procrastinabile di superare i combustibili fossili, “prima di arrivare alla distruzione del pianeta”.

Eventi meteo estremi in forte aumento

Anche nell’ipotesi – non scontata – che l’umanità riesca a contenere a 1,5° il surriscaldamento globale, assisteremo ad un aumento “senza precedenti” di fenomeni estremi quali ondate di calore, siccità e inondazioni, che saranno più frequenti e più intensi rispetto a quelli che abbiamo visto fino ad oggi. E riguarderanno anche zone del pianeta che fino ad oggi non sono state interessate da questi fenomeni.

Alok Sharma, membro del Parlamento del Regno Unito e presidente della Conferenza mondiale dell’Onu (Cop26) ha rivolto un appello affinché siano assunti provvedimenti immediati per tamponare la situazione: “non possiamo permetterci di attendere due, cinque o 10 anni: adesso è il momento, o si agisce subito o non avremo più tempo” ha sottolineato. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vice presidente Ue responsabile dell’azione per il clima, l’olandese Frans Timmermans, secondo il quale se l’umanità agirà immediatamente e con decisione per ridurre drasticamente le emissioni di carbonio, siamo ancora in tempo per prevenire cambiamenti climatici incontrollati.

L’unica maniera per raggiungere questo obiettivo consiste nel dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra, portandole a zero entro il 2050.

Alla stesura dell’ultimo rapporto dal Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Ipcc) dell’Onu hanno lavorato 234 scienziati, provenienti da 195 paesi. Per maggiori informazioni e dettagli vi consigliamo di consultare il sito ufficiale, disponibile anche in lingua italiana, che trovate QUI

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