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DIRITTI | change.org 29 Apr 2019

Fermiamo l'inquinamento a Siracusa!


17.360 persone hanno gia firmato questa petizione

Nel 2017 a seguito di diversi esposti la Procura della Repubblica di Siracusa ha posto sotto sequestro, per la prima volta, due impianti di raffinazione - Esso e Lukoil - perché ha accertato che le immissioni in atmosfera degli impianti erano fuori legge ed ha imposto una serie di prescrizioni per tutelare l’ambiente e di conseguenza la salute dei cittadini. In risposta a tali prescrizioni la Exxon ha venduto i propri impianti e la Lukoil ha accettato di rispettarle.

Il monitoraggio della qualità dell’aria è affidato a 3 centraline dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e a 8 centraline della ex Provincia Regionale, purtroppo spesso spente o mal funzionanti. Queste centraline inoltre sono in grado di registrare solo alcuni inquinanti, ma non tutti, a causa del mancato aggiornamento del Catasto Nazionale degli Inquinanti da parte del Governo Nazionale.

Che correlazione c’è tra l’inquinamento industriale e i tantissimi casi di morte per tumore che si registrano tra la popolazione di questa zona di Sicilia?

Nel 2001 grazie all’inchiesta della Procura di Siracusa denominata “Mare Rosso” del 2001 e grazie al lavoro che ha svolto il dottor Giacinto Franco, primario di pediatria dell’ospedale di Augusta si è accertato che le malformazioni di alcuni bambini erano causate dagli sversamenti di mercurio nella rada del porto di Augusta.

Nel 2002 nelle campagne vicino a Priolo si verifica un miracolo: nel pozzo del signor Cannamela invece dell’acqua viene estratta benzina! Si scopre così che questa proviene dai serbatoi dell’AGIP e che sono state compromesse le falde acquifere e con molta probabilità anche il mare di Marina di Priolo è stato contaminato.

Non è invece possibile conoscere come mai in queste zone ci sono tutti questi casi di tumore: è impossibile ricevere informazioni su quanti cittadini usufruisco del codice di esenzione 048 per patologie tumorali, l’Azienda Sanitaria Provinciale non è infatti in grado di fornirle. Grazie però al registro che tiene don Palmiro Prisutto, parroco della Chiesa Madre di Augusta, sappiamo che quasi in ogni famiglia c’è un familiare morto per patologia tumorale.

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