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VITTORIA!

DIRITTI | 29 Apr 2019

#pizzaUnesco: 2 milioni di firme dal mondo.


256.644 persone hanno gia firmato questa petizione

di Alfonso Pecoraro Scanio

Vittoria per il made in Italy!

L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano è Patrimonio dell’Umanità! Il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, riunitosi in sessione nel mese di dicembre 2017 sull’isola di Jeju in Corea del Sud, ha valutato positivamente, e con voto unanime, la nostra candidatura italiana.

Con questa straordinaria vittoria è stata premiata la tenacia della petizione e della campagna mondiale #pizzaUnesco, sono davvero orgoglioso. Dedico questa vittoria agli amici pizzaiuoli, alla loro arte e alla loro creatività, al loro cuore e alla loro passione, ai supporters e agli ambassador di #pizzaUnesco, alla città di Napoli, ai napoletani, all’Italia. Un ringraziamento particolare va all’amico Jimmy Ghione, testimonial di #pizzaUnesco, che è stato con me fin dall’inizio di questa straordinaria avventura.

Il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano nella prestigiosa Lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO è la riaffermazione di una tradizione storica che per il nostro Paese rappresenta, da secoli, un vero elemento d’unione culturale. Sono veramente entusiasta del risultato ottenuto perché, seppur la candidatura fosse forte e credibile, si tratta di un successo affatto scontato ma perseguito dopo anni di intensa attività e dedizione, al fine di poter garantire la valutazione positiva dell’elemento da parte del 12° Comitato.

L'Arte del pizzaiuolo napoletano è un patrimonio di conoscenze artigianali uniche tramandato di padre in figlio, elemento identitario della cultura e del popolo partenopeo, che ancora oggi opera in stretta continuità con la tradizione.

La campagna #pizzaUnesco, che con oltre 2 milioni di firme da più di 100 Paesi ha favorito la straordinaria corsa dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, non finisce qui. Ora bisogna lavorare per tutelare questo Bene mondiale e vigilare affinché nessuno speculi sul riconoscimento: non si può e non si potrà mai utilizzare la parola Unesco per fini commerciali. A livello mondiale, l’iscrizione dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano avrà molto di positivo per Napoli e l’Italia nell’ambito dell’internazionalizzazione della cultura italiana. Ad esempio, con milioni di persone che lavorano in questo circuito, in Italia si dovranno organizzare corsi di formazione su come si fa una pizza a regola d’arte. Come noi andiamo a studiare l’inglese nei paesi di lingua anglosassone, chi intende preparare una vera pizza secondo l’arte del pizzaiuolo napoletano potrà venire ad imparare quest’arte a Napoli, o almeno in Italia. Altro risvolto positivo, non meno importante, è che attraverso la diffusione della cultura dell’artigianalità della pizza si potrà ancora meglio diffondere l’uso di prodotti agroalimentari davvero italiani contrastando così agropirateria e italian sounding.

Si tratta cioè di un’occasione per salvaguardare il made in Italy, la cui contraffazione agroalimentare, nel mondo, ha superato il fatturato di 60 miliardi di euro, con quasi 2 prodotti di “tipo” italiano su 3 in vendita sul mercato internazionale che in realtà non hanno nulla a che vedere con la nostra filiera produttiva. Un danno economico davvero non trascurabile e proprio la pizza, il piatto più consumato nel pianeta, può diventare lo strumento di diffusione dell’autenticità degli ingredienti made in Italy.

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