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Indipendenza energetica? Speranze dall’eolico offshore

In un quadro a dir poco allarmante, dipinto dalla crisi idrica nazionale dovuta al perdurare della siccità; alla crisi sanitaria che sembra non voler finire mai; alla crisi russo-ucraina che ha riportato la guerra in Europa e ci fa invocare un’indipendenza energetica che sembra utopistica; vien bene da chiedersi… dove stiamo andando? 

Partiamo proprio dall’ultimo punto analizzando alcuni dati rilasciati dalla GWEC (Global Wind Energy Council). L’industria eolica mondiale, nel solo 2021, vede quasi 94 GW di capacità aggiunti a livello globale e 21,1 GW di eolico offshore sono stati commissionati l’anno scorso, il triplo del 2020. Un grandissimo passo avanti ma ancora non sufficiente a rispettare l’impegno degli Accordi di Parigi di contenere l’aumento globale della temperatura media ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali.

Nonostante la Cina, con l’80% di nuove installazioni di eolico offshore nel solo 2021, detenga un primato sbalorditivo, nella “top five” dei Paesi leader di nuove installazioni offshore troviamo, per il 2021, il Regno Unito (circa l’11%), Vietnam (3,7%), Danimarca (2,9%), Paesi Bassi (1,9%). In Europa, insomma, la scelta di investire in impianti eolici offshore fa parte di quella serie di proposte e attuazioni che, a livello globale, stanno prendendo piega proprio per supportare la transizioneecologica e per raggiungere una indipendenza energica, contribuendo alla decarbonizzazione e supportando le buone pratiche nella lotta al cambiamento climatico.

Se l’eolico offshore in Europa è ormai ampiamente apprezzato; infatti, esistono diverse tipologie di parchi eolici come il Walney Extension e London Array nel Regno Unito, Gemini Wind Farm nei Paesi Bassi, Global Tech I in Germania e tanti altri; sorge spontaneo chiedersi: quale posizioneoccupa il Belpaese nello scenario internazionale? Un Webinar realizzato dall’ANEV (Associazione nazionale energia del vento) realizzato nel 2021, sottolineò come; nonostante l’importanza di questo nuovo modo di produrre energia green, inserito anche nel PNRR (proposta la realizzazione, entro il 2030, di 900 megavatt di eolico offshore); il suo potenziale di crescita, in Italia, siaampiamente inespresso. Una delle testimonianze portate durante il webinar è stato il progetto dalla Blue H, una società a capitale inglese, che prevedeva la costruzione, nel 2012, di un parco eolico nel Salento, in Puglia, mai realizzato per problemi amministrativi. Questo insuccesso è stato registrato come prova inconfutabile di quanto, in Italia, persistano forti resistenze burocratiche ed amministrative che rallentano la realizzazione di strutture nuove e all’avanguardia.

Non volendo entrare nel merito del perché quel progetto non fu mai realizzato e arrivando ai giorni nostri, vorrei invece soffermarmi su come la situazione sia cambiata grazie alla tenacia della Renexia, una società italiana che, senza aspettare l’arrivo di capitali stranieri, è stata capace di farsi strada nel labirinto delle procedure e ha realizzato “Beleolico”, il primo parco italiano offshore. 

Un primo passo importante in una regione, la Puglia, che apre le porte alla transizione energetica nazionale tanto evocata e che fa da apripista a uno sviluppo industriale italiano e sostenibile di queste tecnologie. Con l’impiego di 10 turbine, per una capacità complessiva di 30 MW una volta in funzione, l’impianto sarà capace di assicurare una produzione di oltre 58 mila MWh, per coprire il fabbisogno annuo di 60 mila persone. Inoltre, nell’arco della sua vita, Beleolico consentirà un risparmio di circa 730mila tonnellate di CO2 e, alla fine dei 25 anni di vita, sarà interamente smontato e riciclato. Insomma…volere è potere e chi intende davvero difendere Madre Terra sa che occorre agire adesso e supportare tutte quelle iniziative che favoriscano lo sviluppo di nuove filiere industriali amiche dell’ambiente anche in un Paese nel quale è ancora radicata una forte vocazione per le fonti fossili, come l’Italia.

Immagine di copertina: Sfondo vettore creata da upklyak – it.freepik.com

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