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Il Museo di Storia Naturale di Milano e l’esposizione sul cambiamento climatico

La via per la sensibilizzazione sul cambiamento climatico sta prendendo con il tempo delle sfaccettature molto diverse e il rapporto tra esperienze museali e natura ha svolto anche in questo ambito di ricerca un ottimo modo per far aprire gli occhi sulle problematiche ambientali odierne. 

Un esempio può essere la scelta da parte del Museo di Storia Naturale di Milano di un percorso di approfondimenti sul Clima, dimostrando attraverso esperienze espositive tutte le problematiche che discendono dal cambiamento climatico come la riduzione dei ghiacci, la desertificazione, riscaldamento dei mari, deforestazione e ponendo particolare attenzione ai cambiamenti significativi le specie animali vivono nei loro habitat.

Il percorso inizia ponendo l’attenzione sulle piante spontanee dei sempre verdi che a causa del cambiamento climatico e in particolare del riscaldamento globale, sono molto più presenti nel territorio di Milano al contrario degli anni passati che erano prevalentemente di natura occasionale; infatti, per le strade delle città è possibile vedere allori, palme cinesi, ciliegie di Gerusalemme e tante altre varietà di piante. Lo stesso discorso si ha anche per gli insetti che solitamente prediligono dei climi caldi e con l’innalzamento delle temperature è molto più facile trovarli nelle nostre città, è il caso della libellula che a causa del cambiamento climatico è possibile avvistarla anche durante il periodo invernale che sta risultando sempre più mite. Tra gli animali, che come la libellula, sono la chiara evidenza di questi problemi ambientali vi sono inoltre i Molluschi Lessepsiani e tante altre specie di origine tropicale, che a causa della diminuzione della salinità delle acque è stato possibile avvistare anche nel bacino mediterraneo. L’esposizione del museo pone poi l’attenzione su una forte problematica legata al cambiamento climatico ovvero la distruzione dell’ecosistema corallino presente nella regione Indo-Pacifica che include il Mar Rosso, l’Oceano Indiano, l’Asia sudorientale e il Pacifico.

I coralli sono un grande aiuto per diversi organismi come pesci, tartarughe marine, crostacei, molluschi, celenterati, alghe, in quanto aiutano loro a trovare cibo, riparo e luoghi adatti alla riproduzione. A causa del cambiamento climatico però sta avvenendo lo sbiancamento dei coralli cioè la loro distruzione a causa dell’acidificazione degli oceani, dell’innalzamento del livello del mare e del cambiamento del regime delle piogge. Un forte esempio può essere quello del 1998 nelle Maldive che oltre a portare la rovina per un habitat naturale, ha portato la distruzione dell’economia delle Maldive basata principalmente sul turismo e sulla pesca. Un altro spunto di riflessione mostrato da questa esperienza è legato al luogo della Groenlandia e la perdita del ghiaccio del 1979, che è stato il primo problema per cui si è arrivato all’innalzamento del livello globale del livello del mare e che ha portato a dei cambiamenti significativi per diverse specie animali come gli orsi polari che sono costretti a compiere distanze maggiori e nuotare in mare aperto e ai trichechi che sono costretti a spostarsi in gruppi numerosi portando a un aumento della mortalità dei cuccioli.

L’obiettivo di questa mostra è dare una dichiara dimostrazione di come l’impatto dell’inquinamento può portare alla distruzione del nostro pianeta e alle bellezze animali e vegetali che la vivono, sperando di far prendere coscienza al pubblico dell’importanza della tutela e salvaguardia del nostro pianeta.

Immagine di copertina: Dinosaur bones vector created by upklyak – www.freepik.com

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