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Il made in Italy nella sostenibilità

Si è sempre parlato di come il fast fashion sia uno dei primi fattori che ha portato un grande problema ambientale legato all’inquinamento, dovuto alla difficoltà dello smaltimento dei vestiti, e ha come diretta conseguenza la produzione di una grande quantità di rifiuti. Le soluzioni a questa problematica sono ormai diverse e vanno dall’acquisto consapevole e quindi non compulsivo, il prediligere il consumo di abiti usati e frequentare negozi di scambio e/o vendita al fine di ridare una nuova vita a capi di abbigliamento che non vengono più utilizzati da altre persone fino ad arrivare, grazie al grande progresso svolto dalla industria tessile, alla realizzazione di abiti, scarpe, accessori con materiali riciclati o con materie prime certificate. 

L’industria della moda italiana ha ampiamente abbracciato questa nuova tendenza e per questo motivo sono nati numerosi brand che sposano gli ideali di moda sostenibile; tra questi abbiamo Malìa lab che è un brand di sartoria artigianale completamente sostenibile, l’ideatrice Flavia Amato ha molto a cuore le tematiche ambientali e avendo una piena consapevolezza  del forte impatto che il settore della moda ha sull’ambiente a livello globale, essendo il secondo più inquinante a causa dei processi di fissaggio e di tintura che sono fortemente nocivi per terreni e acqua, ha deciso di creare un suo marchio che sfrutta materie prime certificate GOTS, GRS, OEKO-TEX trattate con processi sostenibili e artigianali che puntano a realizzare abiti che oltre a esaltare la bellezza individuale sono un’ottima alternativa alla moda “usa e getta”. 

Un’altra interessante realtà è quella di Wao un brand che produce sneakers 100% animal free e con materiali riciclati da plastica, scarti industriali, tappeti, reti da pesca che vengono prelevate dagli oceani, la canapa che è considerata la fibra meno impattante, cotone biologico e gomma riciclata. Gli ideatori di Wao sono fortemente attivi nella campagna per rendere la moda un settore più “environment friendly” e per questo supporta 5 associazioni no profit; l’acquisto di un paio di scarpe sul sito comporta direttamente la donazione pari al 4% del prezzo del prodotto a una di queste associazioni: SEA Sheperd, che ha come obiettivo quello di difendere attivamente la fauna marina e fermare la distruzione degli oceani, African Conservation Network che è finalizzata alla tutela degli ecosistemi africani, LEALprotettrice degli animali di qualsiasi specie, TAP associazione che educa all’uso della plastica e infine Vesti la natura una associazione italiana che sensibilizza sul tema dell’impatto ambientale dovuto al fast-fashion.

E’ sicuramente un orgoglio nazionale vantare la presenza di diverse realtà che hanno fatto della loro passione uno strumento per la concretizzazione della difesa ambientale e che soprattutto siano un modello da seguire per i marchi emergenti che hanno bisogno di “essere educati” a una moda più sostenibile.

Immagine di copertina: Seamstress vector created by pch.vector – www.freepik.com

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