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Acqua tra spreco e rischio idrico: giovani italiani poco attenti

I giovani italiani under 18 non hanno consapevolezza del rischio idrico: il 73%  ritiene che la scarsità d’acqua non sia una questione globale ma un problema riguardante specifiche aree, e solo in precisi momenti dell’anno. Non solo: l’11% non considera l’acqua una risorsa a rischio e solo il 16% si è dichiarato preoccupato e pronto a intervenire per arginare il problema. Lo rivelano i dati della ricerca condotta da Ipsos sulle abitudini degli italiani in materia di azioni sostenibili e tutela dell’ambiente.

Acqua: italiani poco consapevoli del problema idrico

Questa mancanza di consapevolezza non riguarda solo i giovani. Il 70% della fascia adulta non lo ritiene infatti un problema globale e il 9% non la giudica una risorsa a rischio in nessun contesto.

Tuttavia, più degli adulti, sono i giovaniapromuovere la sostenibilità e a impegnarsi a ridurre l’impatto ambientale (88% contro il 91%). Il 77% è attento allo smaltimento dei rifiuti in ottica di riciclo, il 69% riduce al minimo gli sprechi di cibo e il 66% di acqua. Il 58% si ritieneattento alle questioni ambientali contro il 66% degli adulti.

Si accende l’attenzione sull’agricoltura e sull’agroalimentare italiano

Tra i settori a maggiore rischio legati a questa tematica, anche i giovani sono concordi a identificare innanzitutto l’agricoltura (55%), anche se il 40% degli intervistati vede un impatto diretto non tanto sulle attività produttive, quanto sulla vita di tutti i giorni. Le soluzioni auspicate per evitare il punto di non ritorno sono la riduzione del consumo pro capite (57%), l’impegno delle istituzioni contro i comportamenti scorretti (50%), l’efficientamento idrico da parte dell’industria (50%) e del settore agricolo (34%).

Una certa preoccupazione riguarda anche il futuro delle eccellenze agroalimentari italiane. L’82% dei giovani ritiene che le criticità più grandi saranno causate dai problemi legati all’acqua: eventi climatici estremi (51%), lunghi periodi di siccità (46%) o un insostenibile aumento del fabbisogno da parte dei produttori (40%).

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